Calcolo prestazione occasionale 2026

Lavori senza partita IVA e devi fare una ricevuta? Inserisci il compenso lordo, o il netto che vuoi incassare, e il calcolatore ricava ritenuta d'acconto, eventuali contributi INPS e marca da bollo.

Parto da
Netto che ricevi–
Compenso lordo–
    Compenso lordo
    Ritenuta d'acconto 20%
    Netto
    Costo totale per il committente
    Marca da bollo

    Come funziona la ritenuta sulla prestazione occasionale

    Se il committente è un sostituto d'imposta (società, ente, condominio, impresa o professionista in regime ordinario o semplificato) trattiene il 20% del compenso lordo e lo versa allo Stato a tuo nome. È un acconto: nella dichiarazione dei redditi il compenso si somma agli altri redditi e la ritenuta si scala dall'IRPEF dovuta. Se il tuo reddito totale è basso puoi avere un rimborso; se è alto paghi la differenza. I committenti in regime forfettario non applicano la ritenuta sui compensi di lavoro autonomo (art. 1 c. 69 L. 190/2014) e ti pagano il lordo. Lo stesso vale per chi è ancora nel vecchio regime dei minimi.

    Esempio: ricevuta da 1.000,00 € lordi a una società. Ritenuta 200,00 €, netto 800,00 €. Marca da bollo da 2,00 € sull'originale perché l'importo supera 77,47 €.

    Se il committente è un privato cittadino o un forfettario non c'è ritenuta: incassi il lordo e dichiari tu il compenso nel 730 o nel modello Redditi.

    Il limite dei 5.000 € e i contributi INPS

    I 5.000 € non sono un tetto alla prestazione occasionale ma una franchigia contributiva: finché i compensi occasionali dell'anno, da tutti i committenti, non superano questa cifra non si pagano contributi. Sulla parte che supera i 5.000 € si pagano contributi alla Gestione Separata INPS, con aliquota del 33,72% (24% se pensionato o già iscritto ad altra previdenza). Il contributo è a carico tuo per 1/3 e del committente per 2/3. Il committente trattiene la tua quota dal compenso e versa tutto.

    Esempio: hai già incassato 4.000 € e fai una ricevuta da 2.000,00 €. L'eccedenza è 1.000,00 €: contributi totali 337,20 €, di cui 112,40 € a tuo carico. Netto: 1.487,60 €.

    Quando superi la soglia hai due obblighi. Devi comunicarlo tempestivamente ai committenti, così possono trattenere e versare i contributi. Devi anche iscriverti alla Gestione Separata con domanda online all'INPS: basta farlo una volta, la prima volta che superi la soglia, se non sei già iscritto.

    Cosa scrivere nella ricevuta

    Quando non è più occasionale

    La prestazione occasionale è per lavori saltuari, senza coordinamento con il committente e senza continuità. Non conta solo l'importo: se lavori in modo abituale, anche con compensi bassi, serve la partita IVA. In quel caso valuta il regime forfettario.

    Domande frequenti

    Quanto si prende netto con una prestazione occasionale da 1.000 €?

    Se il committente è un sostituto d'imposta e sei sotto i 5.000 € annui, 800,00 €: il 20% (200,00 €) è trattenuto come ritenuta d'acconto. Se il committente è un privato o un forfettario incassi i 1.000 € interi e paghi l'IRPEF in dichiarazione.

    Come si calcola il lordo partendo dal netto?

    Sotto la franchigia INPS e con ritenuta al 20% si divide il netto per 0,8: per ricevere 800 € netti la ricevuta deve essere di 1.000 € lordi. Oltre i 5.000 € il calcolatore tiene conto anche dei contributi.

    Chi paga la marca da bollo?

    Per legge la marca da bollo va applicata da chi emette la ricevuta, ma le parti possono accordarsi perché il costo sia addebitato al committente. In quel caso va indicata nella ricevuta.

    Si possono superare i 5.000 € con la prestazione occasionale?

    Sì. La soglia riguarda solo i contributi INPS: oltre i 5.000 € annui si pagano contributi in Gestione Separata sull'eccedenza. Resta il requisito che il lavoro sia davvero saltuario.

    I risultati sono stime basate sulla normativa 2026 e su ipotesi semplificate indicate nella pagina. Non sostituiscono il parere di un commercialista o di un CAF. Aggiornato il 6 ottobre 2026.